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San Gabriele dell'Addolorata


Loreto - Isola del Gran Sasso d'Italia - Teramo - San Gabriele dell'Addolorata
AUTO:
139 Km - 1ora e 40 minuti
Da Loreto, imboccare l'A14/E55 direzione Pescara, l'uscita è quella di Teramo-Giulianova-Mosciano Sant'Angelo verso Teramo. Alla rotonda, prendere l'uscita 4a per SP22a procedendo verso Teramo/L'Aquila/Notaresco/A24/Morro d'Oro/Roma. Alla rotonda, prendere l'uscita 1a per SS80racc procedendo verso Roma/Teramo/A24/L'Aquila. Proseguire su A24 per ca. 21 km.
Prendere l'uscita San Gabriele-Colledara verso San Gabriele/Colledara. Mantenere la sinistra al bivio per proseguire verso SP40. Mantenere la sinistra al bivio e seguire le indicazioni per Montorio al Vomano/San Gabriele/Castelli/Isola del Gran Sasso/Tossicia. Svoltare a sinistra in SP40 e alla rotonda, prendere l'uscita 2a per SP491. Svoltare a sinistra in Contrada Pacciano/SP491 e continuare a seguire la SP491 per 2 km. Svoltare a destra in Borgo San Leonardo Strada 3/SP491, poi a sinistra in SP491. Svolta leggermente a sinistra in SP39/SP491 poi di nuovo a sinistra in Viale Settimio Costantini. Girare a sinistra in Via Umberto I poi destra in Via Mezzanotte.
Siete arrivati all'Isola del Gran Sasso di Teramo!
 
San Gabriele dell'Addolorata

San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti (Assisi, 1° marzo 1838 - Isola del Gran Sasso d'Italia, 27 febbraio 1862), è stato un religioso italiano della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Nel 1920 è stato proclamato santo da papa Benedetto XV: la sua memoria liturgica viene celebrata il 27 febbraio. È patrono d'Abruzzo e della Gioventù cattolica italiana. Undicesimo di tredici figli, Francesco nacque ad Assisi, città di cui il padre Sante era sindaco e che allora faceva parte dello Stato Pontificio retto da Papa Pio IX. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita nella stessa fonte in cui lo fu San Francesco d'Assisi, di cui gli venne imposto il nome.
Francesco conduceva una vita normale per un giovane. Era noto per la sua personalità affettuosa ed estroversa, il suo amore per il ballo, la caccia ed il teatro. Rischiò più volte la vita nelle sue spedizioni di caccia. Durante una malattia, ancora ragazzino, promise di diventare un prete se fosse guarito. Guarì due volte, ma due volte ritardò questo impegno. Francesco andava bene a scuola, nonostante un'infanzia in cui vide la morte di tre fratelli e della madre. Come un normale ragazzo della sua età Francesco attirava l'attenzione delle ragazze di Spoleto, città in cui la sua famiglia si era trasferita da Assisi. Durante la processione dell'icona della Madre Addolorata, Francesco capì che la felicità non l'avrebbe trovata nel matrimonio, bensì nella vita sacerdotale. La notte in cui il padre aveva organizzato la sua festa di fidanzamento, Francesco partì per iniziare il suo noviziato Passionista. Il viaggio fu ritardato dai parenti che, in buona fede ed istigati dal padre, cercarono di dissuaderlo dall'entrare nell'ordine. Ciò nonostante, fu in grado di vincere tutti i loro argomenti e di persuaderli della natura genuina della sua vocazione religiosa.
Francesco prese i voti nella comunità Passionista, assumendo il nome di 'Gabriele dell'Addolorata', che rifletteva la sua devozione -radicata in lui fin dall'infanzia da un'immaginetta della Pietà che la madre conservava in casa- per la Madonna Addolorata. Durante il noviziato coltivò un grande amore per il Cristo Crocifisso e la Madonna Addolorata. Infatti, oltre al voto di diffondere la devozione al Cristo Crocifisso, comune a tutti i Passionisti, Gabriele prese anche quello di diffondere la devozione per la Madonna dell'Addolorata. I suoi scritti riflettono questa sua stretta relazione con Dio e con la Madonna. In particolare, nelle Risoluzioni descrive in dettaglio la via che seguì per raggiungere tale unità con la Passione di Cristo e la perfezione della regola passionista. Venne presto colpito dalla tubercolosi, ma mantenne tutte le sue forme abituali di mortificazione del corpo, implorò di essere portato alla Messa, e mantenne la sua abituale allegria, al punto che gli altri novizi erano desiderosi di passare tempo al suo capezzale. Gabriele si rassegnò totalmente alla sua morte imminente, e si dice che abbia persino pregato per avere una malattia devastante che lo aiutasse a raggiungere la perfezione. Prima che potesse venire ordinato sacerdote, Gabriele morì, all'età di 24 anni, nel convento passionista di Isola del Gran Sasso (TE) stringendo al petto un'immagine della Madonna Addolorata. Benedetto XV ha canonizzato Gabriele nel 1920 e lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica. Nel 1959, Giovanni XXIII lo ha nominato patrono dell'Abruzzo, dove passò gli ultimi due anni della sua vita. La Chiesa invoca anche la sua protezione per gli studenti, i seminaristi, i novizi e gli ecclesiastici

 


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