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San Nicola Tolentino


Loreto - Tolentino - San Nicola
AUTO:
60 Km - 55 minuti
Da Loreto, imboccare l'A14/E55 direzione Pescara, l'uscita è quella di Macerata-Civitanova Marche, procedere verso Macerata uscendo alla rotanda alla terza uscita e imboccandi Via Einaudi, prendere lo svincolo per Macerata-Tolentino entrando nella statale 77. Uscire a Tolentino Est verso Contrada Ributino, alla rotonda prendere la terza uscita per Via Nazionale e svoltare a destra in Via Traiano Boccalini. Svoltare leggermente a sinistra in via Giuseppe Lucatelli e poi a destra in Viale Giacomo Matteotti. Prendere la priam a destra in corrispondenza di Via delle Fornaci.
Siete arrivati a Tolentino!
La Basilica di San Nicola si trova al centro storico di Tolentino, è consigliabile seguire le indicazioni per il centro e parcheggiare nelle vicinanze.
 
San Nicola Tolentino

Nacque nel 1245 a Sant'Angelo in Pontano (vicino Fermo). I suoi genitori, i cui nomi potrebbero essere Compagnono de Guarutti e Amata de Guidiani (ma i cognomi potrebbero semplicemente indicare i loro luoghi di nascita), erano gente pia. La leggenda della sua vita rappresentata da un ignoto pittore giottesco detto Maestro della Cappella di San Nicola, narra come i suoi genitori, ormai anziani, si fossero recati a Bari su consiglio di un angelo in pellegrinaggio alla tomba di san Nicola di Mira, per avere la grazia di un figlio. Ritornati a Sant'Angelo ebbero il figlio desiderato e, ritenendo di aver ricevuto la grazia richiesta, lo chiamarono Nicola.

Il giovane Nicola entrò nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.

Si distinse a tal punto nei suoi studi che, prima che essi fossero compiuti, venne fatto canonico della chiesa di San Salvatore. Ascoltando una predica di un eremita agostiniano sulla frase latina Nolite diligere mundum, nec ea quae sunt in mundo, quia mundus transit et concupiscenzia ejus ("non amate il mondo, né le cose che sono del mondo, perché il mondo passa e passa la sua concupiscenza"), avvertì la chiamata alla vita religiosa. Implorò allora l'eremita di ammetterlo nel proprio ordine, e i suoi genitori acconsentirono con gioia.

Già prima della sua ordinazione venne mandato in diversi monasteri dell'ordine: San Ginesio, Recanati, Macerata e altri, e i biografi mettono in evidenza che fu un modello di generoso impegno verso la perfezione.

Fece la sua professione religiosa (voti solenni) a meno di diciannove anni.

Nel 1269 fu ordinato sacerdote.

Dopo la sua ordinazione, predicò soprattutto a Tolentino, dove fu trasferito intorno al 1275. Nel convento di Sant'Agostino di Tolentino rimase fino alla sua morte nel 1305.

Trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita, predicando quasi ogni giorno. Sebbene negli ultimi anni la malattia mise alla prova la sua sopportazione, continuò le sue mortificazioni quasi fino al momento della morte. I devoti ne ricordano la mitezza, l'ingenua semplicità e la dedizione per la verginità, che non tradì mai, custodendola con la preghiera e la mortificazione.

 


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